Dopo due settimane di esilio forzato in quel di Trento,
Valentina sabato scorso ha fatto ritorno a casa. Durante la sua assenza mi sono
goduto il meglio: ho fuso la Playstation a forza di giocare e mi sono nutrito
di prodotti surgelati o piatti pronti perché la pigrizia ha avuto la meglio su
di me.
Al suo ritorno, Valentina tra i vari spettacoli
agghiaccianti a cui ha assistito in casa, ha constatato con profondo rammarico
che il frigorifero era vuoto. Per questo motivo ci siamo lanciati al
supermercato in una spesa domenicale che ci ha tolto ogni energia. Dal momento
che “s’era fatta ‘na certa” e la voglia di cucinare era meno di zero, abbiamo
deciso di pranzare nel vicino ristorante della catena “Sushiko”.
Un locale con menù fisso a pranzo e cena in stile “all you
can eat” dove è possibile assaggiare di tutto. Dalla cucina italiana a quella
cinese passando per l’immancabile nastro col sushi.
Sinceramente ero curioso di provare questo posto caldamente
consigliato dagli amici e caldamente sponsorizzato da Valentina. Le grosse
penisole piene di ogni ben di dio dagli antipasti ai dolci, il nastro col sushi
e l’angolo della griglia per poco non mi fa commuovere. Roba da tuffarsi a
capofitto. Il sogno di ogni ragazzo diversamente magro come il sottoscritto.
Sulla quantità non ci si poteva lamentare, ma la qualità?
Questo era il mio grosso interrogativo poiché in molti ristoranti simili le
pietanze spesso sono cotte nella maniera non ottimale e la temperatura a cui
vengono servite non sempre è adeguata.
Insomma il rischio di mangiare piatti freddi e collosi è sempre in agguato.
Invece… invece mi sono dovuto ricredere. Tutto era cotto nel modo giusto e la
temperatura di servizio perfetta. Non solo, man mano che le penisole venivano
svuotate da orde di clienti affamati venivano prontamente rifornite dal solerte
personale.
Io e Vale, da porcelli quali siamo, abbiamo deciso di
iniziare il nostro pranzo tuffandoci nella penisola dei fritti. Olive
all’ascolana, chele di granchio, tortilla di patate, cipolle, fagottini,
involtini primavera… che dire.. non
abbiamo fatto in tempo a fotografare il piatto. Nulla di strano, ma comunque
molto buono.
Successivamente abbiamo provato il sushi e tutto sommato non
era malvagio anche perché il pesce era fresco e si sentiva. Certo, ne abbiamo
mangiati di migliori in altri locali, ma va detto che in questi altri locali avevamo
speso anche molto di più dei 12 euro a testa richiesti a fine pasto.
Il nostro pranzo è poi proseguito con un tris di primi: riso
alla cantonese, spaghetti di riso con verdure e vermicelli di riso con
pesce.
Tutto molto buono, ma nulla di
particolare. Il punto forte è arrivato dopo, quando abbiamo deciso di dirigerci
all’angolo griglia. I gamberoni e gli spiedini di gamberetti erano
meravigliosi. Ottima cottura fatta sotto i nostri occhi e ottime materie prime.
Per concludere, come se non avessimo ancora mangiato
abbastanza, ci siamo lasciati affascinare dai secondi. Vitello con verdure e
pollo con ananas. Come tutte le altre portate del pantagruelico pranzo, nulla
da eccepire. Per finire il dolce e la frutta erano invitanti, ma oggettivamente
eravamo pieni all’inverosimile.
Satolli e soddisfatti siamo usciti pagando 29 euro in due
compreso le due bevande. Il nostro giudizio è più che positivo. Il locale è
molto pulito, il personale gentile ed efficiente e il rapporto qualità prezzo
eccellente. E’ il luogo ideale per le famiglie, per un pranzo post-spesa o per
un’allegra abbuffata. Decisamente sconsigliato per romantici tete a tete.





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